Retribuzioni

La legge italiana non da una definizione prestabilita di “retribuzione” e “salario”.

Ai fini dell’imposta sul reddito e di previdenza sociale, ogni compenso garantito al lavoratore all’interno  del rapporto di lavoro, incluso il compenso in natura, è considerato retribuzione (questo non include poche eccezioni, come il rimborso spese).

La retribuzione minima per ogni livello contrattuale è di solito stabilita per settore nei contratti collettivi nazionali di riferimento (CCNL). È stata introdotta una retribuzione minima per i lavoratori che non sono attualmente coperti dai CCNL, nonostante questi siano meno del 3% della forza lavoro.

Non ci sono bonus obbligatori. I CCNL possono prevederne alcuni, tra cui i premi di produzione, collettivi o individuali.

Non ci sono indennità obbligatorie, sebbene i CCNL possano prevedere indennità da trasporto o indennità per alcuni tipologie di lavoro, come per i lavori a chiamata.

Secondo la legge italiana, la retribuzione è erogata in tredici rate mensili. La tredicesima viene erogata ogni anno insieme allo stipendio di dicembre.

Alcuni CCNL prevedono la quattordicesima, generalmente pagata a giugno.

I CCNL di solito stabiliscono il giorno di corresponsione della retribuzione mensile e il metodo di calcolo delle varie voci contrattuali (e.g. periodo di preavviso, retribuzione durante la malattia).

I datori di lavoro di solito garantiscono ad alcuni lavoratori dei vantaggi aggiuntivi (ad esempio: macchina e telefono aziendale ai quadri di alto e medio livello e ai venditori, buoni pasto e corsi di aggiornamento interni o esterni). I datori di lavoro sono obbligati a mantenere un fondo di “Trattamento di Fine Rapporto – TFR” per i lavoratori, che ammonta a 1/13.5 della retribuzione annua complessiva, da pagare al termine del rapporto di lavoro per qualsiasi motivo.

I dirigenti non sono soggetti alle norme che regolano gli orari di lavoro. Alcuni CCNL prevedono una settimana lavorativa di meno di 40 ore. Ai lavoratori deve essere garantito almeno un giorno di riposo a settimana (generalmente la domenica).

Le attività commerciali eccezionali e temporanee possono necessitare di lavoratori che lavorino durante i giorni di riposo o le festività.

Le ore di lavoro che eccedono le 40 ore settimanali sono considerate straordinari e non devono eccedere le 8 ore a settimana e le 250 ore all’anno. I CCNL stabiliscono degli indici aggiuntivi specifici da applicare agli straordinari e possono anche sostituire la relativa retribuzione con giorni di riposo in più.

Non esiti a contattarci per avere maggiori informazioni sulle retribuzioni in Italia.


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